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La Storia del Gran Premio Pietro Cidonio

Il Circuito di Collemaggio, anche detto "Coppa Cidonio", rappresenta per gli aquilani che oggi hanno cinquant'anni, un pezzo di storia della Città, non solo da un punto di vista strettamente sportivo ed automobilistico. Iniziò nel 1950 e si concluse nel 1963, dopo otto edizioni ed alcune interruzioni. Chi ne ha un nitido ricordo non può dimenticare lo sfrecciare delle vetture davanti alla Basilica di Santa Maria di Collemaggio, i ripidi tornanti che si snodavano oltre Porta Napoli tra ali di folla entusiasta. Un circuito cittadino che in soli 3 chilometri e 600 metri riusciva a far esprimere ai piloti e alla auto in corsa il massimo della competitività.

Chi furono i protagonisti? Alla Coppa Cidonio parteciparono piloti che approdarono in seguito anche alla formula 1: Luigi Musso, Jochen Rindt, Jo Siffert, Maria Teresa De Filippis, Ernesto Brambilla, Berardo Taraschi. Insieme a loro furono attori di quello spettacolo tanti personaggi dell'automobilismo locale, piloti, meccanici e tutta la città; l'atmosfera che si respirava all'inizio dell'estate all'Aquila era febbrile; le vetture che si allineavano alla partenza erano anche frutto dell'impegno di piccoli costruttori che comunque ottennero piazzamenti prestigiosi anche in gare più famose come la Mille Miglia: Taraschi, Patriarca, Stanguellini, per arrivare nelle ultime edizioni con l'ingresso della classe 2000, alle Osca, Maserati e Ferrari. Il Circuito di Collemaggio richiedeva impegno, coraggio, capacità e vetture valide. Nel 1963, dicevamo, l'ultima edizione. Sulla scia di incidenti anche gravi che funestarono altre manifestazioni che si svolgevano su circuiti cittadini e percorsi stradali, anche la Coppa Cidonio vide la sua fine.

Dal 2004 al 2008 una media di quaranta equipaggi ha partecipato alle varie edizioni rievocative. Nel 2005 testimonial di prestigio è stata Maria Teresa De Filippis, presidente del Maserati Club e nota al mondo per essere stata la prima donna ad aver corso in formula 1 proprio con la Maserati ed all'Aquila ha ritrovato grazie ad un collezionista napoletano la Taraschi-Urania con cui corse all'Aquila nel 1952: un momento di grande emozione. Nel 2006 un altro ex pilota, Massimo Natili, ha tenuto a battesimo la manifestazione e sempre presente con le sue stupende vetture, le Taraschi appunto, è stato in segno di grande attaccamento all'Aquila e al nostro club, Tazio Taraschi, figlio del grande Berardo ed oggi erede di quella tradizione orgoglio d'Abruzzo che è il marchio Taraschi.